Finalmente, dopo quasi due anni di campagna elettorale, ci sono state le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e finalmente abbiamo un nuovo Presidente. Direte voi cosa c’entrano le elezioni americane con questo Blog? Be c’entrano eccome. Parafrasando lo slogan di Obama ‘Yes we can’ e modificandolo in ‘Yes Web Can’ possiamo affermare che, come Kennedy è stato il primo presidente eletto dalla televisione, Obama è certamente stato il primo presidente ad essere stato eletto dal web. Va riconosciuto infatti al candidato democratico di aver fatto un uso intelligente e a tratti geniale del mondo di Internet. Certo Obama non è stato il primo candidato che ci aveva provato. Al Gore nel duemila si vantava di aver inventato Internet, lo stesso McCain in passato ne aveva fatto uso. Di certo è che, a differenza di Obama, questi personaggi non hanno saputo in passato capire e interpretare il web. L’approccio seguito era quello del sito vetrina, del sito usato nella speranza di ringiovanirsi e avvicinarsi ai giovani. Nulla di più sbagliato, almeno per la nostra generazione sempre più abituata a partecipare, a produrre contenuti e che non riesce a pensare al web come a qualcosa da guardare; il cinema è qualcosa che è stato inventato più di un secolo fa e che con il Web non ha nulla a che fare. Proprio nulla. Come ribadito da Sree Sreenivasan, preside di nuovi media alla Columbia University, quella di Obama ‘…è la vittoria di un certo uso di Internet..’.
Ma torniamo ad Obama e cerchiamo di capire meglio il perché di questa vittoria e del suo intreccio col Web. Dal punto di vista tecnologico, due sono gli aspetti che più mi hanno colpito della sua campagna elettorale. Innanzitutto la vastità del progetto. Come accennavo prima, non basta più costruire un sito vetrina per coinvolgere l’enorme massa di persone che oggigiorno popola il web. E in questo lo staff del presidente eletto si è dimostrato capace andando a coinvolgere una miriade di tecnologie. Dal sito internet, passando per i blog, a Youtube, Twitter, Linkedin, Digg e tanti altri ancora. Grazie all’elevato numero di tecnologie usate, lo staff di Obama ha saputo raggiungere capillarmente tanti e diversi target di popolazione. Ma la vera rivoluzione della propaganda di Obama sta a mio giudizio nell’aver saputo sfruttare sapientemente la collaborazione di massa. Si potrebbe quasi parlare di Crowdsourcing presidenziale. Obama ha deliberatamente coinvolto le persone, le ha messe in primo piano. Ha lasciato che creassero siti, che parlassero di lui, che creassero eventi ( circa 150 mila quelli organizzati) e che raccogliessero fondi (dei 600milioni di dollari raccolti gran parte provengono da donazioni anonime effettuate via Internet). Come dimostrano i dati, è evidente il successo di questa campagna. Successo da attribuire forse anche al calibro delle persone coinvolte. Fra lo staff di Obama figurano infatti figure come Chris Hughes (fra i fondatori di Facebook) e Joe Rospars (online director della campagna di Dean del 2004).
Ora che abbiamo un Presidente eletto dal web, starà a lui fare in modo che non vada perso quel prezioso contributo di partecipazione arrivato da migliaia di persone le quali lo hanno certamente aiutato ad essere eletto. Nell’ambito dello sviluppo delle tecnologie, Obama non dovrà dimenticarsi di questo strumento importante e dovrà cercare di portare il Web partecipativo alla Casa Bianca e farne cosi anche uno strumento di governo oltre che di propaganda.
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Aggiornamento. Leggo sul corriere.it che Obama è intenzionato a proseguire con la sua strategia 2.0 portando youtube direttamente alla Casa Bianca. Un buon inizio per un Presidente non ancora in carica! Speriamo continui cosi!
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può leggere anche l’articolo del corriere al seguente link:
http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_16/obama_internet_youtube_f20d8992-b397-11dd-b392-00144f02aabc.shtml